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(serva di Dio Chiara Lubich, 1920-2008) - «L’esempio dei santi ci insegna che è possibile raggiungere la santità indipendentemente dall’età, dalla professione, dallo stato e dall’istruzione» (Benedetto XVI, 13.04.2011).

Nella nostra Comunità parrocchiale si è sempre cercato di avere una particolare attenzione per le persone anziane.
In particolare, ogni 1° venerdì del mese viene celebrata con gli anziani una Messa (ore 15.30) seguìta da un momento conviviale.
Attualmente numerose e diversificate iniziative si svolgono presso il Centro Anziani del quartiere (in Via Licata n. 33).
Per gli ammalati che non possono muoversi da casa, si può chiedere la visita di un sacerdote e/o di un Ministro della Comunione per ricevere l'Eucaristia.

(serva di Dio Chiara Lubich, 1920-2008) - «L’esempio dei santi ci insegna che è possibile raggiungere la santità indipendentemente dall’età, dalla professione, dallo stato e dall’istruzione» (Benedetto XVI, 13.04.2011).

Nella nostra Comunità parrocchiale si è sempre cercato di avere una particolare attenzione per le persone anziane.
In particolare, ogni 1° venerdì del mese viene celebrata con gli anziani una Messa (ore 15.30) seguìta da un momento conviviale.
Attualmente numerose e diversificate iniziative si svolgono presso il Centro Anziani del quartiere (in Via Licata n. 33).
Per gli ammalati che non possono muoversi da casa, si può chiedere la visita di un sacerdote e/o di un Ministro della Comunione per ricevere l'Eucaristia.

Vedovanza

L'ESPERIENZA DELLA VEDOVANZA

Molti anziani si trovano inevitabilmente ad essere vedovi/e. Già la Chiesa delle origini, sin dall'epoca degli Apostoli, aveva una particolare attenzione per le persone che vivevano l'esperienza della vedovanza. Ne parla san Paolo nella Lettera a Timoteo al cap. 5 e, verso l'anno 250 d.C., troviamo che esiste persino un “Ordine”, cioè un gruppo costituito con il riconoscimento ufficiale della Chiesa. Queste persone, che dovevano aver compiuto i 60 anni, erano considerate una risorsa per la comunità cristiana e civile.
I Vescovi italiani oggi si esprimono così: «La Comunità cristiana non tralasci di proporre la vedovanza come dono offerto alla Chiesa e di presentare le Ricchezze Spirituali proprie dello stato vedovile. Se, infatti, con la morte di uno dei coniugi si spezza dolorosamente la “comunità” coniugale o familiare, non si spezza però la “comunione”, se è vero che per il credente il “morire” è “andare in esilio dal corpo ed abitare presso il Signore” (2Cor 5,8). Si tratta, perciò, di aiutare chi si trova nello stato di vedovanza e intende rimanervi a vivere nella convinzione che la morte, anziché distruggere i legami d'Amore contratti con il matrimonio, li può perfezionare e rafforzare» (Direttorio di pastorale familiare per la Chiesa in Italia, 1993).
Dunque anche la persona vedova, se sceglie liberamente di non risposarsi, può continuare a mettere in atto la grazia sacramentale del matrimonio con una testimonianza particolare.
Come Comunità parrocchiale vogliamo avere attenzione e sensibilità verso le persone vedove, per le quali esiste in Diocesi l'accompagnamento del movimento “Speranza e Vita”.