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«Come dunque avete accolto Cristo Gesù, il Signore, in lui camminate, radicati e costruiti su di lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, sovrabbondando nel rendimento di grazie» (Lettera di san Paolo ai Colossesi 2,6-7).

24 dicembre 1939: il Comune di Verona inaugura il “Villaggio Angelo Dall'Oca Bianca” e la chiesa, costruiti grazie ad una donazione del pittore veronese.

14 giugno 1941: il Vescovo di Verona, mons. Girolamo Cardinale, firma il decreto di nascita della Parrocchia “Maternità di Maria”.

12 ottobre 1941: il Vescovo di Verona, mons. Girolamo Cardinale, benedice il fonte battesimale sito sul presbiterio della chiesa.

7 novembre 1941: il Re d'Italia, Vittorio Emanuele III, firma il decreto di riconoscimento civile della Parrocchia (che prima era registrata come rettoria).

1984: in seguito al Concordato fra Stato italiano e Chiesa cattolica, la Parrocchia assume personalità giuridica con la denominazione “Beata Vergine Maria in Dall'Oca Bianca”.

1 ottobre 1992: il Vescovo di Verona mons. Attilio Nicora celebra il rito di Dedicazione della chiesa e dell’altare “a Dio Onnipotente e alla Beata Vergine Maria”.

6 marzo 2015: ha inizio il cantiere per la costruzione del nuovo centro parrocchiale e della nuova chiesa.

20 novembre 2016: in processione si trasla la statua della Madonna nella chiesa temporanea, allestita nel nuovo centro parrocchiale.

27-28 dicembre 2016: viene demolita la chiesa risalente al 1939.

8 dicembre 2018: il Vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, inaugura ufficialmente la nuova chiesa.

«Come dunque avete accolto Cristo Gesù, il Signore, in lui camminate, radicati e costruiti su di lui, saldi nella fede come vi è stato insegnato, sovrabbondando nel rendimento di grazie» (Lettera di san Paolo ai Colossesi 2,6-7).

24 dicembre 1939: il Comune di Verona inaugura il “Villaggio Angelo Dall'Oca Bianca” e la chiesa, costruiti grazie ad una donazione del pittore veronese.

14 giugno 1941: il Vescovo di Verona, mons. Girolamo Cardinale, firma il decreto di nascita della Parrocchia “Maternità di Maria”.

12 ottobre 1941: il Vescovo di Verona, mons. Girolamo Cardinale, benedice il fonte battesimale sito sul presbiterio della chiesa.

7 novembre 1941: il Re d'Italia, Vittorio Emanuele III, firma il decreto di riconoscimento civile della Parrocchia (che prima era registrata come rettoria).

1984: in seguito al Concordato fra Stato italiano e Chiesa cattolica, la Parrocchia assume personalità giuridica con la denominazione “Beata Vergine Maria in Dall'Oca Bianca”.

1 ottobre 1992: il Vescovo di Verona mons. Attilio Nicora celebra il rito di Dedicazione della chiesa e dell’altare “a Dio Onnipotente e alla Beata Vergine Maria”.

6 marzo 2015: ha inizio il cantiere per la costruzione del nuovo centro parrocchiale e della nuova chiesa.

20 novembre 2016: in processione si trasla la statua della Madonna nella chiesa temporanea, allestita nel nuovo centro parrocchiale.

27-28 dicembre 2016: viene demolita la chiesa risalente al 1939.

8 dicembre 2018: il Vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, inaugura ufficialmente la nuova chiesa.

La prima chiesa

LA PRIMA CHIESA (1939-2016)

[Qui] trovi le foto della prima chiesa del quartiere.

Cenni storici
La prima chiesa fu progettata nel 1937 dall’architetto Marcello Zammarchi del Comune e, col titolo di rettoria, fu inaugurata il 24 dicembre 1939 insieme al “Villaggio Dall'Oca Bianca”.
Nel 1941 divenne Parrocchia ed il 12 ottobre 1941 il Vescovo di Verona, mons. Girolamo Cardinale, benedisse il fonte battesimale situato sul presbiterio della chiesa
Nel 1953-1954 la chiesa fu ampliata, con il prolungamento longitudinale di tre arcate verso il sagrato, e fu munita dell'impianto di riscaldamento.
Nel 1991-1992 l'esterno della chiesa fu ristrutturato, con rifacimento del tetto e delle grondaie.
L'11 ottobre 1992 il Vescovo di Verona, mons. Attilio Nicora, celebrò il rito di Dedicazione della chiesa e dell'altare “a Dio Onnipotente e alla Beata Vergine Maria”. In tale occasione furono poste sotto all'altare le reliquie di santi, fra i quali san Giovanni Calabria.
Nel 2004-2005 l'interno della chiesa fu oggetto di lavori di sistemazione: tinteggiatura delle pareti e delle colonne, nuove decorazioni pittoriche, installazione di un nuovo impianto microfonico, rialzamento del presbiterio con posa di marmi rossi, riduzione dei marmi degli altari nelle navate laterali, ristrutturazione dell'organo con spostamento delle canne dalla zona laterale dell'abside ad un apposito soppalco sopra l'ingresso della chiesa.
Nel 2016 la chiesa fu demolita per procedere alla costruzione di una nuova chiesa più ampia, con il sagrato spostato in corrispondenza della Piazza Dall'Oca Bianca.

L'esterno
La chiesa era situata a fianco di Piazza Dall'Oca Bianca, con la facciata rivolta su Via Taormina.
La sua struttura a tre navate era visibile anche all'esterno, con le due navate laterali più basse.

L'interno
La struttura della chiesa era a tre navate, delineate da due file di colonne in mattoni. Le colonne erano sei per parte e su di esse erano poste le stazioni della Via Crucis.

Entrando in chiesa, subito si notava sopra il presbiterio l'affresco di Gesù Buon Pastore (a mani aperte in segno di accoglienza) con tre pecore alla sua sinistra ed altre tre alla sua destra, accompagnato dalla sottostante scritta “Deus veniae largitor et humanae salutis amator” (“Dio che dona misericordia e che ama l'umana salvezza”).
Il dipinto, eseguito negli anni '40, era opera del pittore Vittorio Tremante Sparvieri (Verona 1902 – Venezia 1972) il quale si formò alla scuola del pittore Carlo Donati, fu insegnante all’Accademia Cignaroli di Verona e realizzò varie opere sia in Italia sia all’estero.

Sulla volta del presbiterio si trovava al centro l'affresco di una colomba, simbolo dello Spirito Santo, dalla quale si espandevano raggi luminosi in un cielo azzurro pieno di stelle.
Tale dipinto ed i drappeggi ad ornamento dell'abside erano opera del pittore Aldo Tavella (Verona 1909 – 2004), il quale si formò alla scuola del pittore Angelo Zamboni e fu insegnante all'Accademia Cignaroli di Verona.

Nel presbiterio vi erano l'ambone (a sinistra), l'altare maggiore (al centro), il tabernacolo per l'Eucaristia (al centro) e il piccolo tabernacolo con gli olii sacri (a destra). Sul lato destro, una porta dava accesso alla sacrestia.

Nella parete centrale dell'abside fu collocato dal 1940 al 1993 il quadro “La Vergine che detta gli esercizi spirituali a Sant’Ignazio di Loyola” (olio su tela cm 200 x 120), opera giovanile del celebre pittore Giambettino Cignaroli (Verona 1706 – 1770). Il dipinto era stato concesso in deposito dal Direttore del Museo di Castelvecchio e proveniva dalla chiesa di San Sebastiano, divenuta sede della Biblioteca municipale e poi distrutta in un bombardamento aereo del 4 gennaio 1945 (nel luogo ove vi è l'attuale Biblioteca progettata dall'architetto Nervi). Il 31 maggio 1993 il quadro fu consegnato per un restauro al Museo di Castelvecchio, il quale in data 9 dicembre 1999 comunicò che non l'avrebbe restituito.
Ivi fu collocato dal 1995 al 2005 il quadro “La Vergine con i Santi Francesco e Antonio” (olio su tela cm 195 x 147), opera del pittore Giulio Sartori (Verona 1840 – 1907). Il dipinto era stato concesso in deposito dal Museo di Castelvecchio e nel 2005 fu posizionato a fianco del presbiterio nella navata laterale destra.
Ivi fu collocata dal 2005 la statua della Madonna, che prima era situata a fianco del presbiterio nella navata laterale destra. Posta sopra un marmo di granito bianco, fu attorniata da un dipinto di Ilaria Squarzoni (Verona 1974) con sfondo azzurro contornato da dodici stelle in richiamo a quelle citate nel Libro dell'Apocalisse (Ap 12,1-5). La statua, opera dello scultore Luigi Santifaller di Ortisei (BZ), fu la prima immagine scultorea della nostra chiesa: venne infatti acquistata dal parroco don Egidio Zardini (1945-1949), attraverso una sottoscrizione di tutti i fedeli che versavano ogni mese quanto potevano. La statua raffigura la B.V. Maria che tiene le braccia aperte in segno di accoglienza, è avvolta da un mantello azzurro, ha in evidenza sul petto il cuore attorniato da una corona di spine la quale rappresenta il suo amore sofferente per il figlio Gesù.

Nell'abside si trovavano anche due vetrate laterali (con funzione di finestre apribili): quella a sinistra raffigurava (in basso) alcuni Apostoli davanti al sepolcro vuoto di Gesù e (in alto) Maria assunta al cielo; quella a destra raffigurava (in basso) Adamo ed Eva in fuga dal paradiso terrestre e (in alto) Maria gloriosa in cielo che schiaccia il serpente.
Tali vetrate erano opera dell'artista Salvatore Cavallini (Povegliano Veronese 1925 – Scutari 2000): egli visse da bambino nelle case popolari del nostro quartiere e qui si sposò in chiesa; poi viaggiò nel mondo realizzando opere in Italia, Giappone, Venezuela, Guinea Bissau, Palestina, Giordania, Albania; infine si stabilì in Albania, ove il figlio p. Flavio era missionario dal 1993.

L'artista Salvatore Cavallini è autore anche del rosone e delle sedici vetrate tonde, opere realizzate in occasione dei lavori di prolungamento della chiesa nel 1953-1954.
Il rosone, posto sulla facciata della chiesa, raffigurava l'Annunciazione dell'arcangelo Gabriele alla B.V. Maria con la discesa dello Spirito Santo in forma di colomba.
Le vetrate tonde (talune con funzione di finestre apribili) si trovavano sopra le navate laterali e raffiguravano episodi della vita di Maria: in particolare (sulla navata sinistra a partire dalla zona dell'ingresso) “Natività di Maria”, “Maria al Tempio” con i genitori ss. Gioacchino e Anna, “Sposalizio di Maria” con Giuseppe, “Visita a S. Elisabetta”, “Natale di Gesù”, “Adorazione dei Magi”, “Presentazione di Gesù” al Tempio, “Fuga in Egitto” e poi (sulla navata destra a partire dalla zona del presbiterio) “Maria a Nazaret” con Giuseppe e Gesù, “Maria ritrova Gesù al Tempio”, “L'addio di Maria SS. a Gesù”, “Maria alle nozze di Cana”, “Maria nella Ultima Cena”, “Maria incontra Gesù sul Calvario”, “Maria ai piedi della Croce”, “Maria nella Pentecoste”. [Qui] trovi le foto delle vetrate tonde.

Inoltre nella navata laterale sinistra vi erano (a partire dalla zona del presbiterio): una porticina che dava accesso al campanile; una porta di uscita laterale; un altare a metà chiesa con la statua del Sacro Cuore affiancata da quella di s. Teresa di Gesù Bambino e da quella di s. Rita da Cascia (queste aggiunte in occasione dei lavori di prolungamento della chiesa); icone del “Signore dei Miracoli”, venerato dalla comunità peruviana; un altare con la statua della Madonna insieme a Gesù Bambino (realizzato in occasione dei lavori di prolungamento della chiesa).
Nella navata laterale destra vi erano (a partire dalla zona del presbiterio): prima la statua della Madonna e poi il suddetto quadro di Sartori; la consolle dell'organo; un quadro con san Giovanni Calabria; una porta laterale a metà chiesa, che dava accesso alla sacrestia e alle aule parrocchiali; un altare con la statua di s. Antonio da Padova; un altare con la statua di san Giuseppe insieme a Gesù fanciullo (realizzato in occasione dei lavori di prolungamento della chiesa); una porta che dava accesso alla canonica. In entrambe le navate si trovavano ex voto e candele presso gli altari, oltre ai confessionali dei sacerdoti.

Il quadro con san Giovanni Calabria (olio su tavola di cm 150 x 250) fu posto nella navata laterale destra in occasione del Giubileo dell'anno 2000. Raffigurava don Calabria, con il Vangelo in mano, mentre invita a passare attraverso la Porta Santa per andare incontro alla luce di Cristo; sullo sfondo del dipinto si potevano scorgere la “Casa buoni fanciulli” di don Calabria ed il campanile della nostra chiesa; sopra la Porta Santa era riportato il passo evangelico (Mt 6,26.33) al quale don Calabria si era ispirato (“Non v'angustiate per il vostro vivere di quel che mangerete né per il vostro corpo di che vi vestirete. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia e avrete in sovrappiù tutte queste cose”). Il quadro era incorniciato da un finto marmo a “trompe l'oeil”, dipinto a tempera direttamente sul muro.
Il quadro e il dipinto a muro erano opera di Ilaria Squarzoni (1974), che visse fin da bambina nel nostro quartiere e partecipò alla vita della Parrocchia sino al suo matrimonio.

La chiesa era dotata di un concerto di sei campane ed un organo della ditta Barruffaldi di Padova, acquistati in occasione dei lavori di prolugamento della chiesa nel 1953-1954.
Le campane furono suonate con le corde fino agli anni '90, quando venne installato un meccanismo elettronico per azionarle.
L'organo aveva la sua consolle a fianco del presbiterio nella navata laterale destra mentre le canne erano collocate nella zona laterale destra dell'abside fino al 2004-2005, quando furono restaurate e spostate in un apposito soppalco sopra l'ingresso della chiesa.

La chiesa attuale

LA CHIESA ATTUALE (2018)

L'attuale chiesa di Borgonuovo è stata progettata dallo Studio Archingegno degli architetti Carlo Ferrari e Alberto Pontiroli e sarà inaugurata ufficialmente l'8 dicembre 2018 dal Vescovo di Verona mons. Giuseppe Zenti. .

[Qui] trovi l'iter e il progetto per la costruzione.

Il quartiere

IL NOSTRO QUARTIERE

[Qui] puoi vedere anche la storia del quartiere.